Non supporre nulla e fai sempre del tuo meglio: il terzo e quarto accordo de I quattro accordi
Dopo aver parlato dei primi due accordi del libro I quattro accordi di Don Miguel Ruiz, continuiamo questo piccolo percorso di consapevolezza con il terzo e il quarto accordo. I primi due accordi ci invitano a usare meglio le parole e a non prendere tutto in modo personale. Il terzo ci porta ancora più dentro le relazioni e dentro la nostra mente: “Non supporre nulla”. Il quarto, invece, secondo me è quello che tiene insieme tutti gli altri: “Fai sempre del tuo meglio”. Ed è proprio questo il punto più importante: senza il quarto accordo, anche i primi tre rischiano di diventare solo belle idee difficili da vivere davvero. Il terzo accordo: non supporre nulla Quante volte immaginiamo cosa pensa una persona senza averglielo chiesto davvero? Un messaggio visualizzato e senza risposta può diventare nella nostra mente: “Ce l’ha con me”.Un tono diverso può diventare: “Ho fatto qualcosa di sbagliato”.Un silenzio può diventare: “Non sono importante”.Una frase detta male può trasformarsi in una storia intera che ci fa stare male per ore, a volte per giorni. Il terzo accordo ci invita proprio a fermare questo meccanismo. Non supporre nulla significa non dare per certa una spiegazione che abbiamo costruito nella nostra testa. La mente, quando non ha informazioni complete, tende a riempire i vuoti. Il problema è che spesso li riempie con le nostre paure, le nostre insicurezze, le ferite del passato o il timore di non essere abbastanza. A volte la nostra interpretazione può anche essere corretta, ma non sempre. E quando crediamo subito alle supposizioni, rischiamo di soffrire per qualcosa che magari non è mai stato detto, pensato o voluto dall’altra persona. Le supposizioni possono creare distanza Le supposizioni non fanno male solo a noi. Possono anche creare distanza nelle relazioni. Quando supponiamo, spesso reagiamo non a ciò che è successo davvero, ma alla storia che ci siamo raccontati. Possiamo chiuderci, rispondere male, diventare fredde, sentirci rifiutate o attaccare prima ancora di aver capito. Magari l’altra persona era solo stanca.Magari non aveva capito.Magari era presa da altro.Magari quella frase non aveva il significato che noi le abbiamo dato. Questo non significa ignorare ciò che sentiamo. Se qualcosa ci ferisce, è giusto ascoltarlo. Ma possiamo imparare a distinguere tra il fatto reale e l’interpretazione che ci abbiamo aggiunto sopra. Il fatto può essere: “Non mi ha risposto”.L’interpretazione può essere: “Non gli importa di me”. Sono due cose diverse. Chiedere chiarezza è diverso dal cercare continue conferme Non supporre nulla non significa chiedere spiegazioni per ogni piccola cosa o cercare rassicurazioni continue dagli altri. Significa imparare a comunicare in modo più pulito. Significa non vivere sempre dentro le storie che la mente crea quando ha paura. A volte basta una frase semplice, detta con calma, per evitare tanti pensieri inutili. Altre volte, invece, possiamo scegliere di lasciare andare, perché capiamo che non tutto merita di diventare un peso. Per me questo accordo è molto legato al secondo: se non prendo tutto in modo personale, riesco anche a supporre meno. E se suppongo meno, soffro meno per pensieri che forse non corrispondono alla realtà. Il quarto accordo: fai sempre del tuo meglio Il quarto accordo è: “Fai sempre del tuo meglio”. A prima vista può sembrare una frase semplice, quasi scontata. In realtà è una delle più importanti di tutto il libro. Perché? Perché i primi tre accordi non sono facili da vivere ogni giorno. Non è semplice essere sempre impeccabili con le parole. Non è semplice non prendere nulla in modo personale. Non è semplice non fare supposizioni, soprattutto quando siamo stanche, ferite, confuse o emotivamente cariche. Il quarto accordo ci ricorda che non dobbiamo applicare tutto alla perfezione. Dobbiamo fare del nostro meglio, con il livello di consapevolezza, energia e presenza che abbiamo in quel momento. E questo cambia tutto. Il quarto accordo è il più importante Secondo me il quarto accordo è il più importante, perché senza questo anche gli altri tre perdono forza. Se provo a essere impeccabile con le parole ma poi sbaglio e mi giudico duramente, sto dimenticando il quarto accordo.Se provo a non prendere nulla in modo personale ma un commento mi ferisce lo stesso, il quarto accordo mi ricorda che sto imparando.Se provo a non supporre nulla ma la mia mente costruisce comunque una storia, il quarto accordo mi aiuta a non trasformare quel momento in un fallimento. Senza “fai sempre del tuo meglio”, gli altri accordi possono diventare un’altra lista di cose in cui sentirci sbagliate. E non credo sia questo il senso. Il quarto accordo porta gentilezza, realismo e continuità. Ci dice che il nostro meglio cambia da giorno a giorno. Ci sono giorni in cui siamo lucide, calme, riposate e presenti. E ci sono giorni in cui siamo stanche, nervose, preoccupate o sovraccariche. In entrambi i casi possiamo fare del nostro meglio, ma il “meglio” non sarà identico. Fare del proprio meglio non significa fare tutto perfettamente Fare del proprio meglio non vuol dire pretendere sempre il massimo da sé. Non significa essere produttive ogni giorno allo stesso modo. Non significa non sbagliare mai. Non significa controllare ogni parola, ogni pensiero e ogni reazione. Significa presentarsi alla vita con onestà. Significa provare. Accorgersi. Correggere. Ripartire. A volte il nostro meglio sarà parlare con calma.A volte sarà chiedere scusa.A volte sarà stare zitte prima di dire qualcosa che potrebbe ferire.A volte sarà riconoscere che abbiamo preso qualcosa troppo sul personale.A volte sarà semplicemente fermarci e non peggiorare la situazione. Questo accordo mi piace perché non chiede perfezione. Chiede presenza. Una riflessione personale Quando leggo questi accordi, mi accorgo che spesso il punto non è sapere cosa sarebbe giusto fare. Il punto è riuscire a ricordarmelo mentre vivo le cose. Posso sapere che non dovrei supporre, ma se una risposta non arriva, la mente può partire lo stesso. Posso sapere che non tutto è personale, ma certe parole possono comunque toccare una ferita. Posso sapere che le parole hanno un peso, ma in un momento di stanchezza posso non usarle come









