Psicomotricità alla scuola materna: quando una semplice mattinata diventa un’emozione da mamma
Questa mattina sono andata a vedere i giochi di psicomotricità di Nicholas. All’apparenza poteva sembrare una semplice attività della scuola materna: bambini che corrono, saltano, seguono percorsi, ridono, aspettano il proprio turno e si mettono alla prova davanti alle maestre e ai genitori. Eppure, per una mamma, certi momenti non sono mai solo “una mattinata a scuola”. Sono piccoli pezzi di vita che ti fanno fermare, osservare e pensare: “Sta crescendo davvero.” Guardare Nicholas durante la psicomotricità mi ha fatto sorridere, ma mi ha anche smosso tante emozioni. Orgoglio, tenerezza, nostalgia, gratitudine, ma anche quella sensazione un po’ strana che arriva quando ti accorgi che il tuo bambino non è più così piccolo come pensavi. La psicomotricità non è solo movimento Spesso, quando sentiamo parlare di psicomotricità alla scuola materna, pensiamo solo a giochi, percorsi, salti, cerchi, palloni e attività motorie. In realtà, per i bambini è molto di più. Attraverso il movimento imparano a conoscere il proprio corpo, a coordinarsi, a rispettare le regole, ad aspettare il proprio turno, a gestire piccole difficoltà e a stare insieme agli altri. Ogni salto, ogni corsa, ogni esercizio diventa un modo per dire: “Io ci provo.” “Io posso farcela.” “Sto crescendo.” E noi mamme, mentre li guardiamo, vediamo molto più di un gioco. Vediamo i loro progressi. Vediamo la loro autonomia. Vediamo i loro piccoli sforzi. Vediamo il tempo che passa. Quando una mamma guarda suo figlio crescere Mentre osservavo Nicholas, ho pensato a quanto siano preziosi questi momenti. A volte viviamo le giornate di corsa: scuola, casa, spesa, lavoro, pensieri, impegni, stanchezza, mille cose da fare e poco tempo per fermarci davvero. Poi arriva una mattinata così. Ti siedi, guardi tuo figlio in mezzo agli altri bambini e all’improvviso ti rendi conto che sta facendo passi avanti, che sta diventando più sicuro, che sta entrando piano piano in una nuova fase. Nel caso di Nicholas, questo periodo ha un valore ancora più grande, perché la scuola materna sta finendo e da settembre inizierà un nuovo percorso: la scuola primaria. E allora la psicomotricità non è più solo un’attività scolastica. Diventa quasi un simbolo. Un piccolo passaggio. Una tappa. Un momento che ti ricorda che i figli crescono anche quando noi non siamo pronte a lasciar andare del tutto. La gioia e la malinconia possono stare insieme Una cosa che sto imparando è che noi mamme possiamo provare emozioni diverse nello stesso momento. Possiamo essere felici e malinconiche. Orgogliose e stanche. Presenti e sopraffatte. Grate e un po’ spaventate dai cambiamenti. Non significa essere fragili. Significa essere umane. Questa mattina ero felice di esserci. Ero felice di poter vedere Nicholas, di applaudirlo, di osservare i suoi movimenti, il suo modo di partecipare, il suo essere ancora bambino ma già un po’ più grande. Però dentro sentivo anche quel nodo dolce che arriva quando capisci che un pezzo della sua infanzia sta cambiando forma. La scuola materna è fatta di grembiulini, disegni, manine piccole, giochi, routine semplici, saluti pieni di tenerezza. La scuola primaria sarà un mondo nuovo: quaderni, compiti, zaino, regole diverse, nuove responsabilità. E anche se tutto questo è naturale, per una mamma può essere emotivamente intenso. Essere presenti è bellissimo, ma anche stancante Spesso si parla della bellezza dell’essere presenti per i figli. Ed è vero: esserci è un dono. Ma raramente si dice che essere presenti richiede anche energia emotiva. Perché una mamma non osserva solo quello che accade fuori. Una mamma sente anche tutto quello che si muove dentro. Mentre guarda suo figlio correre, magari pensa a quanto è cresciuto. Mentre applaude, magari trattiene una lacrima. Mentre sorride, magari sente tutta la stanchezza accumulata nei giorni precedenti. Mentre fa una foto, magari si chiede se sta facendo abbastanza. Ecco perché momenti belli come una mattinata di psicomotricità possono diventare anche momenti profondi. Non perché siano tristi, ma perché toccano parti vere di noi. Il bisogno di fermarsi e ascoltarsi Dopo una mattinata così, mi sono resa conto di quanto sia importante per una mamma non mettere sempre da parte quello che prova. Siamo abituate a funzionare, organizzare, accompagnare, preparare, risolvere. Ma ogni tanto dovremmo anche chiederci: Cosa ho provato davvero oggi? Mi sono emozionata? Mi sono sentita orgogliosa? Mi sono sentita stanca? Ho avuto nostalgia? Ho sentito paura del cambiamento? Ho avuto bisogno di un momento solo per me? Queste domande sembrano semplici, ma possono aiutarci a non accumulare tutto dentro. Perché il sovraccarico emotivo spesso nasce proprio così: da tante emozioni non ascoltate, da pensieri lasciati lì, da giornate piene in cui non troviamo mai uno spazio per noi. Questa mattinata con Nicholas mi ha ricordato ancora una volta perché ho creato il mio ebook Reset Emotivo in 5 Giorni. SCOPRI L’EBOOK ORA Non nasce per donne che hanno “tempo libero” o giornate perfette. Nasce per mamme vere. Mamme che corrono. Mamme che amano tanto, ma a volte si sentono stanche. Mamme che vogliono esserci per i figli, ma hanno bisogno anche di ritrovare se stesse. Mamme che vivono emozioni intense e non sempre sanno dove metterle. Nel mio ebook ho raccolto piccoli esercizi semplici, pensati per aiutarti a svuotare la mente, riconoscere quello che provi, respirare meglio e ritrovare un po’ di calma dentro le giornate piene. Non è una soluzione magica. È un piccolo spazio per tornare a te. Perché anche una mattinata bella, come vedere tuo figlio alla psicomotricità, può farti capire che dentro hai bisogno di rallentare, respirare e ascoltarti. Una riflessione per tutte le mamme Se anche tu stai vivendo un passaggio importante con tuo figlio, che sia la fine della scuola materna, l’inizio delle elementari, un cambiamento, una crescita improvvisa o semplicemente una giornata che ti ha smosso qualcosa dentro, sappi che non sei sola. Non devi sentirti sbagliata se ti emozioni. Non devi sentirti debole se ti senti stanca. Non devi sentirti ingrata se, anche nei momenti belli, senti il peso di tutto quello che porti. Essere mamma è anche questo. È guardare tuo figlio crescere e crescere un

