Mamme sempre presenti: quando esserci per i figli diventa anche un carico emotivo
Questa mattina sono andata a vedere Cloe ai giochi sportivi organizzati dalla scuola. Potrebbe sembrare una cosa semplice, quasi normale. Eppure, dietro a questi piccoli momenti da mamma, spesso si muovono tante emozioni: l’orgoglio di esserci, la gioia di vederla crescere, ma anche la stanchezza, i pensieri, le corse quotidiane e quel senso continuo di dover essere sempre presente, sempre disponibile, sempre forte. Perché sì, noi mamme presenti ci siamo. Ci siamo alle recite, alle feste, ai giochi sportivi, ai colloqui, ai compleanni, agli appuntamenti, alle giornate importanti e anche a quelle apparentemente normali. Ci siamo con il sorriso, con il telefono in mano per fare una foto, con gli occhi lucidi quando vediamo i nostri figli crescere, cambiare, mettersi alla prova. Ma spesso nessuno vede tutto quello che c’è dietro quel sorriso. Nessuno vede la sveglia presto, la casa lasciata a metà, i pensieri economici, il lavoro che manca o che non si incastra con gli orari dei figli, la spesa da fare, la cena da preparare, le preoccupazioni che camminano insieme a noi anche quando siamo sedute su una panchina a guardare i nostri bambini correre. Il desiderio di esserci sempre Essere mamme presenti non significa semplicemente “partecipare”. Significa esserci emotivamente, fisicamente e mentalmente. Significa voler guardare i propri figli negli occhi quando cercano il nostro sguardo tra la folla. Significa applaudirli anche quando arrivano ultimi, incoraggiarli quando si sentono insicuri, sorridere quando ci salutano da lontano, anche se dentro siamo stanche. Una mamma presente non vuole perdersi nulla. Vuole ricordare quei momenti, perché sa che i figli crescono in fretta. Oggi sono giochi sportivi, domani saranno medie, superiori, scelte importanti, strade nuove. E allora ci siamo. Anche quando siamo piene di pensieri. Anche quando avremmo bisogno di fermarci. Anche quando, dentro, sentiamo di non avere più tutte quelle energie che gli altri danno per scontate. Quando anche i momenti belli possono pesare C’è una cosa che spesso ci fa sentire in colpa: il fatto che anche i momenti belli possano pesarci. Andare a vedere i propri figli a scuola è bello. Vederli felici è bello. Sentirsi parte della loro vita è bellissimo. Ma questo non cancella automaticamente la fatica che una mamma può portarsi dentro. A volte si arriva a questi eventi già cariche: di stanchezza, di ansia, di corse, di pensieri. E allora anche una mattinata emozionante può diventare intensa. La mamma sorride, ma dentro pensa a mille cose Fuori magari sembriamo serene. Facciamo foto, salutiamo le altre mamme, guardiamo i bambini giocare, ridiamo, applaudiamo. Dentro, però, può esserci un mondo intero. Pensiamo alla casa.Pensiamo ai soldi.Pensiamo al lavoro.Pensiamo a quello che non siamo riuscite a fare.Pensiamo se stiamo dando abbastanza ai nostri figli.Pensiamo se siamo abbastanza brave, abbastanza calme, abbastanza forti. Ed è proprio qui che nasce il carico emotivo delle mamme presenti: non nel singolo evento, ma nel continuo accumulo di responsabilità invisibili. Il confronto silenzioso con le altre mamme Durante questi momenti scolastici può capitare anche di confrontarsi, magari senza volerlo. Guardiamo le altre mamme e ci sembrano più organizzate, più tranquille, più curate, più sicure. Magari pensiamo che loro riescano meglio di noi, che abbiano più aiuto, più stabilità, più pazienza. Ma la verità è che non sappiamo davvero cosa porti dentro ogni donna. Ognuna ha le sue fatiche. Ognuna ha i suoi pensieri. Ognuna cerca di fare del suo meglio con le energie che ha. Le mamme presenti non sono perfette. Sono donne che provano, cadono, si rialzano, sbagliano, si sentono in colpa, poi ricominciano. Ogni giorno. Essere presenti non significa annullarsi A volte pensiamo che per essere buone madri dobbiamo esserci sempre per tutti e dimenticarci completamente di noi stesse. Ma essere presenti per i figli non dovrebbe voler dire sparire come donne. Una mamma può amare profondamente i suoi figli e allo stesso tempo sentirsi stanca. Può essere grata per un momento bello e allo stesso tempo avere bisogno di silenzio. Può essere felice di esserci e, nello stesso tempo, sentire il bisogno di respirare. Una mamma non deve essere sempre forte Ci hanno insegnato che una mamma deve reggere tutto. Deve organizzare, capire, consolare, ricordare, prevedere, accompagnare. Ma una mamma è anche una persona. Ha emozioni, limiti, paure, fragilità. E riconoscerlo non significa essere deboli. Significa essere vere. Forse dovremmo iniziare a dircelo più spesso: non dobbiamo essere mamme perfette, dobbiamo essere mamme umane. Il bisogno di un piccolo spazio per sé Dopo una mattinata intensa, anche se bella, può essere utile fermarsi qualche minuto. Non serve stravolgere la giornata. A volte basta poco: sedersi, respirare, bere un caffè con calma, scrivere due righe, chiedersi sinceramente: “Come sto davvero?” Perché quando siamo sempre proiettate verso gli altri, rischiamo di non sentirci più. E invece anche noi abbiamo bisogno di ascoltarci. Abbiamo bisogno di riconoscere quello che proviamo, senza giudicarci. Una domanda semplice da farsi Dopo un momento emotivamente pieno, possiamo provare a chiederci: “Di cosa ho bisogno oggi per non perdermi dentro tutto quello che devo fare?” Magari la risposta è riposare.Magari è piangere un po’.Magari è parlare con qualcuno.Magari è solo concedersi dieci minuti senza sentirsi in colpa. Anche questo è amore. Non solo verso i figli, ma anche verso noi stesse. Proprio da queste sensazioni nasce il mio ebook Reset Emotivo in 5 Giorni, pensato per le donne e le mamme che si sentono spesso cariche di pensieri, responsabilità ed emozioni difficili da gestire. Non è un percorso complicato. È un piccolo spazio guidato, semplice e delicato, con un esercizio al giorno per aiutarti a fermarti, respirare e rimettere ordine dentro di te. Perché essere mamme presenti è bellissimo, ma non dovrebbe significare dimenticarsi completamente di sé. A volte abbiamo solo bisogno di qualcuno che ci dica:“Fermati un attimo. Anche tu conti.” SCOPRI ORA IL KIT RESET EMOTIVO Conclusione Questa mattina, guardando Cloe ai giochi sportivi, ho sentito orgoglio, emozione e gratitudine. Ma ho sentito anche tutto il peso invisibile che spesso accompagna noi mamme. Quel peso fatto di amore, responsabilità, pensieri, corse e desiderio
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